Molari del giudizio

Pubblicato il 11/03/2017

Estrazione dei molari del giudizio

 La dentatura umana è costituita da 32 denti, 16 sull’arcata superiore e 16 sull’arcata inferiore. I quattro primi molari spuntano all’età di circa sei anni, i quattro secondi molari attorno ai 12 anni, e i quattro terzi molari (o ottavi) compaiono verso i 17 anni (in media tra 15 e 25 anni), quando si diventa adulti, e per questo sono chiamati “denti del giudizio”. Se le arcate sono strutturate in modo da lasciare abbastanza spazio all’eruzione dei denti del giudizio la loro comparsa è un normale segno della crescita, ma poiché la maggior parte delle persone ha spazio solo per 28 denti, i successivi 4 tendono a essere inclusi o semi-inclusi. I denti del giudizio si considerano “inclusi” quando non hanno lo spazio fisico per spuntare e tendono perciò a crescere lateralmente (danneggiando il secondo molare), a emergere solo parzialmente attraverso la gengiva (formando una tasca gengivale che può provocare infezioni), oppure ancora a restare completamente intrappolati sotto la gengiva.

Secondo l’American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons, tutti dovrebbero sottoporsi a una valutazione dei denti del giudizio entro i 25 anni di età. I dati statistici sembrano infatti indicare che almeno un terzo della popolazione dovrà sottoporsi a estrazione di questi denti entro l’età indicata. I vantaggi dell’estrazione precoce dei denti del giudizio, intorno ai 16-17 anni, consistono soprattutto nell’evitare future complicazioni. Infatti, in età precoce le radici dei denti non sono ancora completamente sviluppate, l’osso circostante è più morbido, le probabilità di danneggiare i nervi o altre strutture adiacenti sono ridotte, il rischio chirurgico è minore e i tempi di recupero sono più brevi.

Nel quadro del trattamento ortodontico, quando non hanno spazio nell’arcata i denti del giudizio vengono estratti prima di essere completamente formati (germectomia), all’età di circa 12-14 anni.

Una revisione della letteratura corrente pubblicata nel prestigioso Cochrane Database of Systematic Reviews (2005, Issue 2) della The Cochrane Collaboration, un’organizzazione scientifica internazionale che valuta la ricerca medica, sconsiglia l’estrazione sistematica e indiscriminata dei denti del giudizio. L’osservazione regolare (watchful monitoring) sembra invece essere la strategia più indicata, associata a decisioni prudenti che aderiscono a indicatori precisi della rimozione.

Le principali indicazioni alla estrazione dei terzi molari sono le seguenti:

  • Carie penetrante
  • Infezioni gengivali e/o ascessi ricorrenti
  • Interferenze nella masticazione o con i denti vicini
  • Mancanza di spazio per un loro corretto posizionamento
  • Formazione di cisti follicolari o altre neoformazioni

L’estrazione

L’estrazione dei denti del giudizio è un’operazione delicata. In genere si ricorre a una premedicazione a base di antibiotici nei giorni precedenti l’intervento, eventualmente associata a un anti-infiammatorio steroideo per prevenire l’edema post-operatorio. L’estrazione può aver luogo con anestesia locale. L’intervento non è piacevole, e malgrado l’assenza di dolore operatorio, l’estrazione richiede grande perizia da parte del dentista. Nei giorni successivi all’intervento è possibile la comparsa di un vistoso ematoma, l’alimentazione tenderà in genere a essere liquida, e il ghiaccio sarà un grande amico. Il post-operatorio è molto variabile tra gli individui, ma i tempi di cicatrizzazione sono senza dubbio più lunghi per i fumatori.

Per gli intimi rapporti con le strutture nervose inferiormente (nervo alveolare inferiore) e con il seno mascellare superiormente e per le possibili anomalie delle radici, spesso è consigliabile effettuare, oltre alle tradizionali ortopantomografie anche la TC-Cone Beam, che permette di avere una visione tridimensionale sia degli elementi dentari che delle strutture ad essi vicine.

dente incluso dentista Nicosia

Tra le complicanze più temibili riportate in letteratura si annoverano i disturbi della sensibilità a carico della lingua o della cute del mento che possono essere transitori o permanenti. Queste sono più frequenti se:

  • età paziente adulta, per il completo sviluppo radicolare
  • inclusioni totali o parziali con inclinazione dentale
  • intimo contatto con le strutture nervose.